Contro ogni ottimismo-pessimismo Lega PDL e…..PSI (da mondoperaio 4, 2010)

da  mondoperaio n. 4 –  aprile 2010

Elezioni

Com’è profonda la seconda Repubblica

 di  Biagio de Giovanni

  
S
ilvio Berlusconi sembra
rinato dalle sue stesse ceneri, questa mi pare la prima osservazione da fare
sul voto regionale. Solo dopo viene il rilievo da dare al voto alla Lega, e la
simbiosi fra
i due elementi è altro elemento di nuovo
interesse. A quante riflessioni invita il voto! Provo a ordinarne qualcuna, lasciandone
altre nella penna per altre occasioni. Non senza aggiungere, subito, che
considero questo voto, per il centro-destra, in un certo senso più significativo
di quello politico del 2008. Per un insieme di ragioni: le elezioni di mezza
legislatura sono in generale negative per chi governa, la conferma francese lo
ricorda; la pressione giudiziaria e politica su Berlusconi, che ha avuto una
virulenza innegabile, comunque la si voglia interpretare; le sue stesse gravi
responsabilità in tante vicende, di chiara evidenza; dall’interno del PDL la
partita giocata da Fini, che non poteva che avere dietro una diagnosi di
definitivo declino del presidente del Consiglio. E peraltro di declino
parlavano tutti, anche alcuni tra i suoi fedelissimi. Il filo con il paese sembrava
spezzarsi. La seconda Repubblica cedere di schianto. Casini sembrava alle
porte. Infine, l’Italia è in crisi, e la crisi normalmente la paga chi governa.
Dunque, il risultato ha effettivamente dell’incredibile, e non vale attardarsi sulle
percentuali, difficilmente calcolabili in elezioni di questo tipo, ovviamente in
diminuzione in una situazione di maggiore astensione, e che comunque scontano
elementi di disaffezione che personalmente non tendo a sopravvalutare. Dell’incredibile,
dunque, per chi non abbia chiare due cose: la profondità dell’Italia di
centro-destra “inventata” nel quindicennio, la complessità e serietà della sua
egemonia che si muove su molti fronti, dal senso comune alla proposta politica
ed alle forme della comunicazione; la caduta secca del vecchio sistema
egemonico della prima Repubblica, e il vuoto drammatico, di idee e di forze,
che c’è sul fronte dell’opposizione. E in politica vuoti non se ne danno: vale
la teoria dei vasi comunicanti. Su quest’ultimo fronte bisogna aggiungere che
alcuni elementi permangono e resistono a ogni smentita. L’idea che Berlusconi e
il berlusconismo si possano battere per via non politica, e magari
schiettamente giudiziaria, e le speranze in questa direzione si sono attizzate
oltre ogni dire negli ultimi mesi sempre sotto la guida poco saggia di
Repubblica. Quando ci si convincerà che non è
questa la via da seguire? Quante altre sconfitte dovrà subire il centro-sinistra
prima di accorgersene? In un certo senso, solo Vendola in Puglia lo ha capito,
e anche perciò regge bene. Ma torniamo al voto. La Lega è al centro dell’attenzione
di tutti. E la Lega cresce in tutto il Centro-Nord e governa due regioni
fondamentali, e fra esse quel Piemonte che è il vero dato politico su cui si
deve concentrare l’attenzione. Che dire di questo fenomeno? Anche questo non
sorprende chi ha sempre pensato che la rottura del vecchio sistema abbia avuto
nella Lega il suo vero punto d’avvio, e che il suo consolidamento e la sua
fuoriuscita perfino dalle vecchie roccaforti sia indice sicuro del disfacimento
del vecchio sistema: questo è il punto d’avvio della seconda Repubblica, non
altro, e queste elezioni lo hanno straordinariamente consolidato. Su questo si
dovrebbe mettere un punto fermo. Altra questione è vedere quale capacità avrà
la Lega di far seguire a questa vittoria politico-elettorale una effettiva capacità
di proposta generale per l’Italia, e quale intreccio virtuoso riuscirà a
stabilire fra la sua presenza nel governo nazionale e il suo governo di regioni
decisive, per il quale sicuramente non basta il forse troppo decantato rapporto
con il “territorio”. Che cosa avverrà del federalismo? Quale capacità di
proposta “nazionale” avrà la Lega, con la sua forza determinante in regioni
fondamentali? Queste sono per davvero domande aperte, per le quali è inutile avventurarsi
in previsioni. Però intorno al tema vorrei svolgere un’ultima riflessione.
Credo che il voto consolidi e non indebolisca l’alleanza fra la Lega e il PDL
berlusconiano, e forse cadrà un’altra illusione a sinistra. E’ un punto
naturalmente cruciale. Fini mi pare fuori gioco, e per il momento la cosa
sembra già consolidata. In fondo la sua proposta politico-culturale era alternativa
alla Lega, lì prendeva la sua forza. Il combinato-disposto della sua iniziativa
era il declino di Berlusconi e il contenimento della Lega: due ipotesi che il
voto ha fatto per ora cadere. Ora il gioco in mano lo hanno Berlusconi (il “leghista”
Berlusconi, si può dire? Ci vorrebbero precisazioni, ma il dato è anche
quello), e la Lega. Se l’asse regge, si apre il tempo delle riforme, e la seconda
Repubblica, data per morta da molti, riprende a camminare. Quante conseguenze
possibili di queste elezioni! Il centro-sinistra dovrebbe finalmente prender
coscienza della complessità storico-politica della situazione che si trova di
fronte. E prepararsi a fronteggiarla ricominciando a pensare, cosa che da
troppo tempo non fa, sempre in attesa che il cadavere del nemico passi lungo il
celebre fiume. Ma, accertato che questa ipotesi non si dà, una scossa sarà pur
necessaria anche se per ora non se ne vedono i segni. Vedremo, la speranza è l’ultima
a morire secondo un vecchio adagio  regge,
si apre il tempo delle riforme, e la seconda Repubblica, data per morta da
molti, riprende a camminare. Quante conseguenze possibili di queste elezioni! Il
centro-sinistra dovrebbe finalmente prender coscienza della complessità storico-politica
della situazione che si trova di fronte. E prepararsi a fronteggiarla
ricominciando a pensare, cosa che da troppo tempo non fa, sempre in attesa che
il cadavere del nemico passi lungo il celebre fiume. Ma, accertato che questa
ipotesi non si dà, una scossa sarà pur necessaria anche se per ora non se ne
vedono i segni. Vedremo, la speranza è l’ultima a morire secondo un vecchio
adagio.

 

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